Italian poem
Ballata quinta
Riprendemmo la via, con i ginnetti ch’eran piú vivi e piú giocondi. Al corso anelavano, e il morso tingean di calda bava, scalpitando.
Ora la selva, innanzi a li occhi nostri, misteriosa e grave, ergeva i tronchi e i rami a ’l ciel maggiori; e, lunga componendo ala di chiostri, volgeasi in ampia nave, qual dòmo, o spaziava in alti fòri. Avea cupi romori. Ella disse: — Non dunque tal sentiere mena a ’l loco soave u’ la Bella, aspettando il Cavaliere, dorme sepolta in tra le chiome flave che crebbero per mille primavere? — Ond’io sorrisi. Ed ella: — Or quali amori sogna colei ne l’animo, aspettando? —