Versos Italian Gabriele D'Annunzio Le Madri

Italian poem

Le Madri

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LE MADRI.

S

s’ammusano; mentre le groppe al sole rilucono, chiare, scure, d’oro, di rame. Su le Lame, cui adduce anatre il verno, oziano nella luce pura le feconde, coi gravidi fianchi immote in una massa placida. Sole su l’acqua bassa le lunghe code con moto alterno ondeggiano. S’ode a quando a quando fremito delle froge umide, sbuffare ansare leggero, tremulo nitrito, nella foce silente; cui dal lito risponde fievole risucchio del mare. Taluna esce del mucchio, annusa l’acqua, s’abbevera lenta;

poi guata verso il monte su cui s’aduna fumoso il nembo; poi si rivolge e ammusa. E ondeggiano le code lente sul riposo della mandra ferace. Teco, o Luce pura, teco attendono in pace la genitura le Madri.

Lunge per l’aria chiara appar grande e soave cerula e bianca l’Alpe di Carrara, cerula d’ombre bianca di cave. Ma ingombre nel muto nembo che si prepara son le cime ov’hanno con l’aquile nido le folgori corusche. Odor di lunge acuto, dalle pinete verdi e fulve, nelle bave

rare del vento giunge alla quiete. Ed ecco una nave, ecco le vele etrusche partitesi dal lito di Luni lunato e niveo di marmi. Ecco una nave in vista tra il Serchio e il Gombo. È carica di marmi, è carica di sogni dormenti nel profondo candore ignoti e soli. E il mio spirito evòca il tuo folle Evangelista, o Buonarroti, il figlio della Terra e del Genio che l’affoca; vede la gran persona che si torce nell’angoscia del masso che lo serra, onde si sprigiona a guerra l’aspro ginocchio, e la coscia d’osso e di muscoli enorme. Nella carena dorme l’incarco fecondo

di forme, tratto dall’erme cave, rapito al grembo dell’Alpe. Nel grembo della nave dormono le bianche moli. Attendon dai sogni soli la genitura le Madri.