Versos Italian Gabriele D'Annunzio Le ore marine

Italian poem

Le ore marine

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LE ORE MARINE.

Q

nella triste sera, o Ermione, quale delle Ore marine ch’ebbero il tuo volto e le tue mani e le tue vesti e la tua movenza leggiera e ciascuno de' tuoi gesti e ogni grazia che tu avesti, o Ermione, quale delle vergini Ore che mansuefecero col solo silenzio il mar selvaggio quasi che accolto se l’avessero in grembo come un fanciullo torvo per blandire il suo duolo sorridendo, o Ermione, quale delle Ore divine, con gli occulti beni che tu le désti, t’accompagna nel viaggio di là dai fiumi sereni, di là dalle verdi colline, di là dai monti cilestri?

Quella che raccoglie su la sterile sabbia le negre foglie della querce sacra, o Ermione, creature dei monti macere dal sale amaro, cui rapì dalla balza il vento e diede al flutto amaro che le travaglia e le rifiuta? Quella che guarda il faro lontano su la rupe nuda ove il flutto si frange, o Ermione, l’insonne occhio ardente che già volge i suoi fochi per il deserto specchio infaticabilmente? Quella che inclina pensosa l’orecchio su la conca marina e ascolta la romba della voluta e odevi la tromba del Tritone che chiama

la Sirena perduta, o Ermione, e odevi il mar che piange la sua Sirena perduta?

Quale delle Ore, quale delle Ore marine, con gli occulti beni che tu le désti, col segreto linguaggio che le apprendesti, o Ermione, t’accompagna nel viaggio di là dai fiumi sereni, di là dalle verdi colline, di là dai monti cilestri, o Ermione, di là dalle chiare cascine, di là dai boschi di querci, di là da’ bei monti cilestri?