Versos Italian Gabriele D'Annunzio Sonetti del giovane Autunno

Italian poem

Sonetti del giovane Autunno

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Il munifico Autunno è un giovinetto che non la fronte, come Dionigi, ha cinta d’uve; nè su’ suoi vestigi trae pure in danza l’evia e il satiretto.

Ma tien su ’l capo un suo vermiglio elmetto ricoprente la gota, a mo’ de’ Frigi, a mo’ de ’l biondo cavalier Parigi. Nudo e in utte le membra egli è perfetto.

Perfetto come se da ’l fior de ’l pario marmo avesselo tratto Prassitèle, tien l’arco d’Odisseo, grande e lunato.

Alto poggiasi a l’arco il sagittario, e in cuor gli gode l’anima crudele. Brilla di gemme il piede coturnato.

Li orti ove un dì con piè divino escisti in contro a me, come ad Astíoco Elai; la gran variazion de’ freschi mai ove alta in fra le rotte ombre apparisti;

e il bosco ove a la luna i citaristi facevan d’improvviso dolci lai, e il fonte che mettea per que’ rosai canali in una rete agili misti,

ora a ’l bacio de ’l sole ultimamente vivono, in un sopore uguale e grave, regnati da tal giovine tiranno;

e, poi che ancor te sognano presente, o Primavera Isotta, dea soave ridon beati ne ’l profondo inganno.