Italian poem
Aura, che sul mattin vaga ti giri
Aura, che sul mattin vaga ti giri Tra le nubi del ciel ben colorite, O per le rugiadose erbe fiorite, Quando in zefiro Amor desta i sospiri: Aura, che movi i piè su i bei zaffiri Nell’instabile regno d’Anfitrite, Se le vestigia tue non vuoi schernite, I corsi di costei fa che rimiri: Che se la nobiltà de’ passi alteri Da lei non ti procuri, ed indi impari A fargli, come i suoi, pronti e leggieri, Ne’ prati erbosi, e ne’ tranquilli mari, E ne’ campi celesti i tuoi sentieri, O Aura, a rimirar non saran cari.