Italian poem
Calcasi ognor da rie vestigia immonde
Calcasi ognor da rie vestigia immonde Gerusalemme, e scellerate genti Sïon alberga, e da Pagani armenti Turbansi del Giordan le nobil’onde: Del gran Tabor sulle sacrate sponde Son fatti abitator lupi e serpenti, E d’Ottomano agl’idolatri accenti Per forza ogni antro di Giudea risponde. Di vero Altar non è rimasa pietra; O di miracol rimembranza, o Croce, Che senza largo prezzo ivi s’adori: Però d’atro cipresso orno la cetra Oscuramente, e in lamentevol voce All’arme io chiamo, ed a pietate i cori.