Italian poem
Già con la notte pareggiando il giorno
Già con la notte pareggiando il giorno Febo de’ raggi suoi tempra l’ardore; Ed a’ lidi paterni io fo ritorno, Nè so, Bronzin, se t’uscirò dal core. Deh! se forma di Pindo il sacro orrore Mai tuo pennello, onde i più chiari han scorno, Me dipingi tra polve e tra sudore, Non dell’altiera fronde il capo adorno. Per l’alte di Permesso ombrose scene Espommi agli occhi altrui misero cigno Lento lento poggiar verso Ippocrene. Ben col peso cadrei delle mie pene; Ma Cosmo, dell’Italia astro benigno, Con l’inclita sua man pur mi sostiene.