Versos Italian Gabriello Chiabrera Se torrente spumoso

Italian poem

Se torrente spumoso

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Strofe. Se torrente spumoso Per erta via figlio di giogo Alpino Facesse unqua a ritroso, Qual meglio consigliato, il suo cammino; Meraviglia profonda Ingombreria del montanar la fronte, In rimirar che l’onda Quasi pentita ritornasse al monte. Antistrofe. O tanto in ciel gradita Suora di Marta, io senza frode ascolto, Che una stagion tua vita Vêr gli abissi trascorse a fren disciolto; E poscia in un momento Formasti in sulla terra orme novelle, E con piume di vento Ti rivolgesti a sormontar le stelle. Epodo. Che fu ciò? Come avvenne? Alta mercede Talor comparte il gran monarca eterno; Perchè l’Uomo, vêr lui rivolto il piede, Mai non si prenda la mercede a scherno; Sovra l’alme ostinate egli s’adira, Ed è caro di lui chi ben sospira. Strofe. Quando dunque converse Verso Dio Maddalena il cor pentito, Ella tutto il cosperse Traboccando d’amor pianto infinito, E della chioma l’oro Stracciò con dura man, sacri dispregi! E sparse ogni lavoro, Onde tanto splendeano i manti egregi. Antistrofe. Alla funesta Croce Pianse del Redentor l’aspro tormento; Indi corse veloce, Ricca di mirra, ad onorarlo spento; Al fin dure ed acerbe L’ore passò tra’ solitarj scogli: Suoi conviti fur erbe, Sterpi suo letto, suoi piacer cordogli. Epodo. Ah! che secca è mia vena; ah! che non canta Mia lingua, e nulla adegua il mio desire: Ma non ten caglia, non ten caglia, o Santa; Fassi in tuo pregio celebrata udire, Oscurando il valor del Greco Orfeo, L’alma cetra immortal del gran Maffeo. Strofe. Alle sue nobil note Tutto del Vaticano eccheggia il colle, E rimangonsi immote L’aure, qualora le tue glorie estolle; Mio vile plettro indegno, O Santa, non t’adorna e non t’onora; Ei tenta, e sol fa segno, Pur mormorando, come il cor t’adora. Antistrofe. Or tu che in sulle cime Stai dell’Olimpo, e ne passeggi i campi, Venerata sublime Intra vivo fulgor d’eterei lampi, Ferma sovra esso noi Benigni sguardi e di pietate amici, E fa co’ preghi tuoi Del secol nostro le stagion felici. Epodo. Zefiro apportator di bel sereno Non sì tosto sul mar dispiega l’ali, Che ogni disdegno di Nettun vien meno; E se mosso a pietà di noi mortali Superno Spirto al Redentor s’inchina, Suole in calma tornar l’ira divina.