Italian poem
Sempre del vulgo vil vegghia la cura
Sempre del vulgo vil vegghia la cura Gemme adunando, e non è mai lontano Dall’arche aurate, e poscia ampio Oceáno N’inghiotte il nome, e cieco obblío sel fura. Anima altiera, e di goder sicura Fama di grido eterno, apre la mano Larga dell’ôr; nol ti rammento invano, Spirto real, dal cui mattin s’oscura Ogni altro Sol; tu del purpureo manto, Tu del gran Vaticano innalza i pregi; Ed io tuoi pregi innalzerò col canto. Deh non per ira la mia fè si spregi, O l’ardir si condanni! è giusto il vanto Quando sen fa tributo a merti egregi.