Versos Italian Giacomo Zanella Alla memoria di Guglielmo Toaldi Professore nel Ginnasio-Liceo di Vicenza

Italian poem

Alla memoria di Guglielmo Toaldi Professore nel Ginnasio-Liceo di Vicenza

by (1820–1888)

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Se sui cardini udissi all’improvviso Strider la porta, e come desto a’ passi D’uom non atteso, rivolgendo il viso Io ti mirassi;

Io ti mirassi a me dinanzi ritto Coll’usato sembiante e colle vesti Con cui gli ultimi, presso al tuo tragitto, Baci mi desti;

Meraviglia o terror già non avrei Come al cospetto di defunta salma. Così vivo ti pinge agli occhi miei Memore l’alma!

Io ti ho sempre vicino e ti favello E gli amorosi tuoi consigli ascolto; E ben poco mi par quel che l’avello Di te mi ha tolto.

Non è ver, mio diletto? Il solo frale Sente del marmo che l'accerchia, il peso; Ma contro miglior alba agita l'ale Lo spirto illeso.

Ne’ giorni andati, o da volume aperto Togliendo gli occhi, o sulla sera al blando Alito estivo per sentier deserto L’orme mutando,

Quante fïate noi parlammo insieme Di questo infido trapassar dell'ore, E di nascosa sovrumana speme Nudrimmo il core!

A noi la vita non sembrava un gioco Vano, volgar; ma di non fral natura Nobil metallo che scaldato al foco Della sventura,

Del dolor sotto i colpi e nel lavacro De’ nostri pianti ritemprato assume Glorïose sembianze e simulacro Fassi di nume.

Tu, beato scultor, sorger già vedi L’effigie tua d’eternità nel tempio; E di là scendi a noi che festi eredi D’inclito esempio.

Di noi, d’Italia che ti sembra? Al vago Segreto presagir che il tuo pensiero Iva allegrando di superba immago, Risponde il vero?

Pari a quel nostro antiveder ti sembra L’amata patria? O, lo stranier respinto E in un raccolte le divise membra, Non tutto ha vinto?

O caro spirto, che vivendo a’ fiumi Puri guidavi de’ garzoni il coro; Né bello ti parea senza i costumi Puri l’alloro;

Itali giovanetti a stuolo a stuolo Sovra campo volâr di stragi orrendo, E da barbara possa il patrio suolo Francâr morendo.

Ma del sangue gentil piena la mèsse Già non fia, se i superstiti non move Emula fiamma sovra le orme istesse Ad altre prove;

Se di maschil pudore e di bei studi In duro agon non crescono nudriti; E più schermo non fanno agli ozî ignudi De’ vanti aviti.