Italian poem
Egoismo e carità
by Giacomo Zanella (1820–1888)
Odio l’allòr che, quando alla foresta Le novissime fronde invola il verno, Ravviluppato nell’intatta vesta Verdeggia eterno.
Pompa de’ colli; ma la sua verzura Gioia non reca all’augellin digiuno; Chè la splendida bacca invan matura Non coglie alcuno.
Te, poverella vite, amo, che quando Fiedon le nevi i prossimi arboscelli, Tenera, all’altrui duol commiserando, Sciogli i capelli.
Tu piangi, derelitta, a capo chino, Sulla ventosa balza. In chiuso loco Gaio frattanto il vecchierel vicino Si asside al foco.
Tien colmo un nappo: il tuo licor gli cade Nell’ondeggiar del cubito sul mento; Poscia floridi paschi ed auree biade Sogna contento.