Versos Italian Giosuè Carducci Ancora ai poeti

Italian poem

Ancora ai poeti

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O arcadi o romantici fratelli D’impertinenza e di castroneria, Che è questo che vi frulla in fantasia D’impecorirci i cuori ed i cervelli?

Ladre tantaferate a ritornelli Udimmo troppe, e fu gran cortesia Non cacciarvi a pedate dietrovia, Buffoni, arcibuffoni, e menestrelli.

Buffoni, arcibuffoni, ite in bordello Con vostri salmi e vostre trenodie Che d’eretico sanno e di monello.

Voi bestemmiate come genti pie Co ’l reliquario in man, sotto un mantello Accoppiando le Taide e le Marie.

Dite le litanie, E non ci ricantate tuttavia Con stil francioso e di tedescheria

Italia Italia mia! Or via, che Dante e Niccolò s’inchina A questa bella Italia parigina!

Andate a la berlina, Ché le nostre terre italïane Stalle faceste di bestiacce strane.

Torrei prima il gran cane Od un muftí, che niun de’ vostri eroi, O i magni italianon che siete voi,

Piú perniciosi a noi Che un battaglion tra svizzeri e croati E trentamila inquisitori frati.

Patriotti garbati, Smettete la commedia e gli spauracchi, Ché noi siam tutti stracchi, stracchi, stracchi.

Armatevi di tacchi, Mettete a le zampette i barbacani: Voi siete tutti nani nani nani.

E per noi italiani, Se non trovate un diavol che v’impenni, Voi siete tutti menni menni menni.

Se pria non vi scotenni Cotesta frega di far poesia, Ne le risaie de la Lombardia

Vogliam farvi una stia; E vi ci chiuderemo; e per becchime V’inghebbieremo de le vostre rime.

Se vi salvi il lattime, Vi daremo a mangiar de le ballate, Dicendovi — Buon pro’, oche infreddate. —

Ma deh non ci scappate, Che vi racchiapperemo; e i refrattari Saran costretti di compor lunari

In versi settenari Al lume de la luna e per la bruna Notte sopra la tacita laguna.

Cosí farem fortuna, Battendo la gran cassa a i vostri ardori Lo Spettatore di tutti i colori.