Italian poem
Il Burchiello ai linguaioli
Il soldan de gli accenti a solatío Giva su per Mugnone ïn vista fiera. Calandrin gli dicea con buona cera — Togli de l’elitropia, o fratel mio. —
Cantavan l’oche per quella riviera — Pigliati i paperotti, e va con Dio — : Gli gridavano i ghiozzi — Addio, addio — : Sconcordavano i granchi a schiera a schiera.
Grande onor fecegli anche un pappagallo Declinando proverbi a le brigate Di sur un arbor di sambuco giallo;
Ed in rime dicea sue pappolate, Ma le Grazie gli diedero un cavallo, E con le gazzere ei si rese frate.
Di farfalle acconciate Con passerotti lessi a gran diletto Una bertuccia faceva il guazzetto;
E di quel suo brodetto Die’ bere piú d’un tratto al Nardi e al Gello, Che per ammenda tolsergli il cappello
Dove tenea ’l cervello E diederlo a beccare a un fottivento Che dopo il pasto si morí di stento.
Or ecco un gran concento Di fischi e bussi pauroso e strano: E’ vengono i pedanti a mano a mano,
E pigliano il soldano E la bertuccia e il pappagal babbione, E spettacol ne fanno entro un gabbione,
Dicendo a le persone — O buona gente, venite a la mostra: Questi son gli occhi de la lingua nostra. —