Italian poem
Signor, che scorgi il nostro mal presente
by Giovan Battista Catena (1680–1752)
Signor, che scorgi il nostro mal presente Fa, che men gonfio entro l’angusta sponda, Sen vada il Ronco, ma fugata l’onda Cerchi, per nostro scampo, altro torrente. Ecco Ravenna a’ piedi tuoi languente. Quella, che fu di tanti Eroi feconda: Nel periglio vicin, che la circonda, Apri del tuo saver l’alta sorgente. Così per arricchirci e i campi, e il cuore, Se farai declinar quest’onde e quelle, Sarai tu sol del secol nostro onore. E se potrai sovra le rie procelle, Che mancherà, Signor, al tuo valore? L’Impero sol sovra l’ardenti stelle.