Versos Italian Giovan Francesco Maia Materdona La bella Elisa arava

Italian poem

La bella Elisa arava

by (1590–1649)

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La bella Elisa arava con terso eburneo vomere dentato campi d’oro animato. L’era un garzone a canto, che i rotti stami ad uno ad un cogliea e in sen gli nascondea. Rise ella e disse: — Inutili capegli a che tu serbi? — Ed egli: — Quinci ordisco le corde a l’arco mio, quinci le reti ond’io impiago l’alme ed imprigiono il core. Sappi ch’io sono Amore. —