Italian poem
Sonetto
Cessate, o fieri venti, or che di quà Il Creditor mio se ne partì: Spiri un zeffiro placido così, Come nel fresco April spirando va.
Splenda ridente il Ciel serenità, Sia mite l'aria, e sia tranquillo il dì, E finch'Egli non sia lungi di quì, Non gli succeda alcuna avversità.
Goda viaggio felice: ma poichè Lungi da me sarà, fracassi giù Acqua, e neve dal Ciel, quanta ve n'è;
Acciò non possa ritornar quassù: E faccia, come il Corvo di Noè, Che andò a mal'ora, e non si vide più.