Italian poem
Sonetto
Folle colui, che ne' più lieti dì Della verde stagion di gioventù Vive di gloria vana in schiavitù, E di sterile fama s'invaghì;
Se Apollo in van la mente, e il sen m'empì Di nobile poetica virtù, E or sulle cime del Parnaso, or su l'alto Elicona passeggiai fin quì;
Poichè le Muse il Creditor sprezzò, E lungi ognor volse da Cirra il piè, Nè dell'immortal fronda il crine ornò;
E di vaga Poesia pago non è, E queste rime, che tessendo vo, Non le apprezza il valor di Giulj tre.