Italian poem
Sonetto
Or che il lucido Sol da noi partì, E nel grembo di Teti si tuffò, E in Ciel l'argentea Luna comparì, E già la notte il fosco vel spiegò.
E il Mietitor, che i caldi rai soffrì, E l'Arator, che il vomere trattò, Stanco dall'opra, e dal sudor del dì Sul duro letticciuol si coricò.
Ed or, che la notturna oscurità Al sonno invita, che natura diè Per sollievo alle umane avversità;
Scendi, placido oblìo, sovra di me, E sommergi ogni mia calamità Colla memoria delli Giulj trè.