Italian poem
La Cicceide legittima — CCCXXVIII
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
QUel non ricever nella Compagnia D. Ciccio, in cui son qualità sì rare, Ch’opra non sia lodevole, nè pia, A dir la verità, Padri, mi pare. Poichè siccome in vita egli saria Di perfette virtù degno esemplare, Così dopo la morte esser potria Di grande ornato a qualche vostro altare. Mentre se mai quel corpo benedetto Fosse, dopo pagato il mortal dazio In un reliquiario al fin ristretto, Scriver vi si potria dentro lo spazio: In questo picciol Tabernacoletto Si conserva un C.... di S. I.....