Italian poem
Il prigioniero
Prendi, infelice, il tuo dolore in pace! “Perchè?„ Tu, perchè gridi, urti la porta? “Perchè dolore è più dolor, se tace„
Se lo nascondi, frutterà. Sopporta, attendi, spera... “O vanità! Non spero. Non credo„ Eppure... “Dio non è!„ Che importa?
C’è del mistero intorno a te... “Mistero? Io non lo vedo„ Ciò che tu non vedi, o prigioniero, è un altro prigioniero;
e un altro e un altro. Hanno nei ceppi i piedi... “Anch’io„ Presto la morte, ora catene! “Anch’io„ Dunque tu sai, dunque tu credi.
Non li destare! "Io, dormo forse?„ Ebbene? Se vuoi parlare, parla sì, ma piano; canta, se vuoi, ciò che dal cuor ti viene:
canta, ma un dolce canto, esile, vano, che su la piuma delle sue parole li porti in collo al loro amor lontano:
cantalo quello che nel cuor ti duole! piangano anch’essi, ma dormendo ancora! Chi piange in sogno, è giunto a ciò che vuole,
è giunto alfine a tutto ciò che implora invano. Canta; e l’anima pugnace tua placherai. Ritroverà l’aurora
anche te forse addormentato in pace.