Italian poem
La capinera
Su l’alba Rigo udì cantar gli uccelli. Parlavan, ora che nessun li udiva, tra loro, de’ lor piccoli castelli:
castelli in aria; in vetta a un melo, in riva a un botro, appeso a un trave, dentro un muro, nel buco d’un castagno o d’un’oliva.
Il cinguettìo, così tra lume e scuro, cessò d’un tratto. Era comparso il sole. Sparì ciascuno nel bel giorno puro.
E Rigo in cuore preparò parole da dire a lei, ridire, da vicino... Oh! era tempo! E tutto può chi vuole.
Via via le rimutava in suo cammino, per via le fece belle a poco a poco... Rosa stendeva sopra un biancospino
l’accia filata nell’inverno al fuoco.
E’ parlò d’altro, e disse in fine. “O Rosa... „ Rosa aspettava. “Tutte l’altre vanno a nozze; e voi non vi farete sposa?„.
“Mia madre non è quella d’or un anno. Come faceva! come lavorava! Ma ora fa le scale con l’affanno.
Viola è sempre piccola, ed è brava ma per le bestie. Ora, chi fa mangiare? chi cuce un po’? chi tesse un po’? chi lava?
Da fare, in una casa, non appare, ma ce n’è tanto. E i bimbi? Se sapeste! Dore è piccino, a me mi sembra un mare.
Ora chi li rammenda e li riveste? Chè tutti i giorni manca lor qualcosa. Tutti i giorni! Non dico poi le feste... „
A lui così tu rispondesti, o Rosa.
E quando venne l’ora del ritorno. Rosa era allegra, e Rigo no, non era. Andava cupo sul morir del giorno.
E chiedeva alcunchè la capinera alto cantando con la voce chiara; oh! non a lui! Chè nella rosea sera
le rispondeva un’altra voce cara.