Italian poem
La canzone del girarrosto
Domenica! il dì che a mattina sorride e sospira al tramonto!... Che ha quella teglia in cucina? che brontola brontola brontola...
È fuori un frastuono di giuoco, per casa è un sentore di spigo... Che ha quella pentola al fuoco? che sfrigola sfrigola sfrigola...
E già la massaia ritorna da messa; così come trovasi adorna, s’appressa:
la brage qua copre, là desta, passando frr come in un volo, spargendo un odore di festa, di nuovo, di tela e giaggiolo.
II
Qua, nella cucina, lo svolo di piccole grida d’impero; là, in sala, il ronzare ormai solo d’un ospite molto ciarliero.
Avanti i suoi ciocchi, senz’ira né pena, la docile macchina gira serena,
qual docile servo, una volta ch’ha inteso, nè altro bisogna: lavora nel mentre che ascolta, lavora nel mentre che sogna.
IV
Un’altra con onde più lente, più chiare,
risponde. Ed il piccolo schiavo già stanco, girando bel bello, già mormora, in tavola! in tavola! e dondola il suo campanello.