Italian poem
Cattedrale
by Giovanni Prati (1814–1884)
Le rose, gli archi, i colorati vetri, gii scolpiti guerrier sul pavimento, i grifoni, le sfingi, e a cento a cento su lanciati nell’aria i bianchi spetti, e le frecce, e le guglie, e i gravi e tetri pinacoli, e de’ bronzi il piagner lento: tutto è un raggio di sol, tutto è un concento d’umani sogni e di celesti metri. O grand’opra di santi e di pittori, io mi fermo a l’ombrosa ara romita, dove piange Maria co’suoi dolori. E a capo chino, in questo ciel di marmi, a la Madre del Dio che mi die’ vita le mie lacrime ardenti offro e i miei carmi.