Italian poem
Casa mia
by Giovanni Prati (1814–1884)
Lo scendere e il salir per le mie scale, anco sien rudi e molt’ombra le abbui, piacevol parmi, e non tentar le altrui, fosser anco di gemma orientale. Nel mio piccolo asil s’abita in dui, e terzo è un cagnolin che non fa male. E ’l pan che mangio non mi sa di sale, contento al poco, come sempre fui. Nel mio piccolo asil le nove muse entran per la finestra, ed io le tegno, poligamo innocente, al petto chiuse. Nel mio piccolo asil storno l’orecchio dai rumor della turba, e non indegno forse, con l’inno su le labbra, invecchio.