Italian poem
Di che?
by Giovanni Prati (1814–1884)
Di che sei trista? A che si grave il ciglio movi, o dolce Neera, e il piò si lento? Lascia fuggir, come fogliette al vento, queste malinconie senza consiglio. Godi il breve tuo di : tedio e lamento ogni fresca beltá pone in periglio. Da’ retta a i savi ; e con le man di giglio afferra il ciuffo al rapido momento. La bella gioventú passa, o Neera, come un sogno d’arnor fatto su l’erba a l’argentino romorio deU’acque; e col gaio tornar di primavera non torna il sogno, ma una larva acerba, che si poco somiglia al ben che piacque.