Italian poem
Gelso
by Giovanni Prati (1814–1884)
Mi ricordo d’un gelso (e il veggio ancora rimpetto a’ lari miei), nelle cui fronde si risvegliava, a salutar l’aurora, uno stormo di passere gioconde. Quel gelso è la mia mente, in cui s’asconde lo stuol delle memorie; e, quando infiora l’alba d’un raggio gli alberi e le gronde, quelle arcane dormenti escono fuora. E van cantando a la rugiada e al sole: ma non tutte, non tutte han gaio il trillo; anzi qualcuna senza fin si dole. E canta sí, ma desolato è il canto: ond’io dentro di me la risigillo, e le fan l’altre intorno un lungo pianto.