Italian poem
Luce e speranza
by Giovanni Prati (1814–1884)
Torniam, musa, a l’aprile. È acerba usanza spender nel tedio sconsolato l’ora, o nel vano desio questo che avanza ambrosio lume della vita ancora. Pria di partirci, a la ridente aurora apriam le imposte della vecchia stanza; e, come un nido verginal s’infiora, rivestiamla di luce e di speranza. Giovinetti e fanciulle abiteranno le deserte da noi case del mondo: perché fregiarle di funerei fiori? Lasciam coltri di rose ai loro amori; e, cantata la lode al di giocondo, nascondiam nella fossa il nostro affanno.