Italian poem
Lampada
by Giovanni Prati (1814–1884)
Fidata lampa, che, quand’io t’invoco per segnar qualche mio delfico metro, tosto quieti, nel custode vetro, quella tremula tua lingua di foco; se non per altro che per ciò t’impetro, tu vedi ben che il desiderio è poco, e che, fra i muri del romito loco, al mio sogno febeo sol corro io dietro. E m’è al sogno il silenzio alta lusinga, e, nel silenzio, la fiammella tua, che aiuti gli occhi e ’l calamo sospinga. E i’ son come pilota in poca prua, che, per vasta notturna onda solinga, naviga al raggio della stella sua.