Italian poem
Ozio
by Giovanni Prati (1814–1884)
Lume ed amor degli eleganti achei, Ozio, t’invoco: nel mio picciol lare penetra, e sali sul fiorito altare, e presiedi a le celie e a’ sogni miei. Vedrem le ninfe, i satiri, gli dèi, Argo, Atene, Corinto e d’Ega il mare, l’Asia, i califfi, le burgundie gare, le franche giostre e gl’itali tornei. E incideremo in tavole di rosa le allegre fantasie dell’intelletto: che Certaldo di noi non si vergogni. Ozio d’Ellenia, a me vicin ti posa, e dileguiam, sognando. È gran diletto vanir su l’ala dei ridenti sogni.