Versos Italian Giovanni Prati Perdonate

Italian poem

Perdonate

by (1814–1884)

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Parlo a voi, che, amici a Dio, del dolor vi fate un trono; parlo a voi, dolente anch’io, la gran voce del perdono. Questa voce sulle penne dell’amore a Dio s’alzò; voi sapete donde venne, e qual labbro la mandò.

Perdonate! Sulla terra è disceso anch’Ei terreno, a combattere una guerra senza esempio, il Nazareno. Egli nasce, all’uom ridona il suo serto di splendor... e si compra la corona dello spregio e del dolor!

Oh! lo spregio Ei l’ha sofferto, Ei senz’ombra di peccato! era amante, e fu deserto; era giusto, e fu negato: sino al labbro dello stolto, che venivalo a tradir, rese il bacio... e il santo volto abbassò con un sospir!

O voi tutti, a cui l’offesa crudelmente incise il core, perdonando si palesa d’esser figli del Signore! Perdonate! I dí piú belli della vita a sé rapí chi poteva i suoi fratelli amar sempre, e li abborrí.

Pace, amico! Un uom che offende scemo od ebro ha l’intelletto. Tutto, certo, ei non comprende l’atto proprio, il proprio detto. Dopo un duol, che ad altri crebbe, quante volte ei sospirò, e ritorto in sé vorrebbe quello stral, che altrui lanciò!

Pace, amico! Un riso, un gesto, una voce inavvertita può ferirti... e non per questo volontaria è la ferita! Il fanciul, che piuma a piuma l’augellin nudando va, lentamente lo consuma e d’offenderlo non sa.

Soffri sempre, e l’odio ignora; fratricida ei l’uomo ha fatto: ei la fronte ti divora come il marchio del misfatto. Questo mostro a modo d’angue senza posa il cor ti assal; stringe un calice di sangue e sta sempre al tuo guancial.

Che fai tu fra quelle frondi?... Sciagurato! il piè ritira. Se dagli uomini t’ascondi, omicida, Iddio ti mira! Tutti i giorni che tu prendi dalla vita d’un fratel, tutti salgono ai tremendi tabernacoli del ciel.

Spezza l’arme, e nei consigli della mente ti riposa! Chi tu aspetti ha molti figli, madre amante e dolce sposa; ha una fede svigorita, uno spirto che non muor, che ha bisogno della vita per rifarsi nel Signor.

— M’han confitto a questo legno, Padre mio!... ma stolti sono; manda a lor dal nuovo regno, per me compro, il tuo perdono! — Questa voce Egli ha disciolta quando il Padre l’obbliò!... Abbracciatevi una volta in Colui che vi salvò!

Abbracciatevi! S’oscura della terra il dí fugace, si guadagna il dí che dura coll’amplesso della pace. Chi perdona, Iddio lo serva per la santa ereditá; lascia l’anima proterva al giudicio che verrá.

O Signore, anch’io le fransi del rancor le ree catene; fui piagato, offesi e piansi: or la pace al cor mi viene. Ripercotimi, se credi che sia giusto e salutar: solamente mi concedi d’amar sempre e perdonar.

Siam fratelli in un’amara solitudin di dolori; l’un coll’altro si prepara l’acqua e il pan che lo ristori! Posseduto è da Satáno chi coll’ira al desco vien; maladetta è quella mano che vi mescola il velen.

Siam fratelli nell’insulto, donde venga e dove suoni; siam fratelli nel tumulto delle libere canzoni! Oh! vi torni e v’affatichi quell’amor che vi fuggí: date bando agli odii antichi, se bramate i nuovi dí.