Italian poem
Plutarco
by Giovanni Prati (1814–1884)
Quand’io mi guardo e si piccin mi trovo, di virtú nudo e di miserie carco, in man ti prendo, o mio vecchio Plutarco, e vergogna gentil mi rifa novo. E foro e campo a me sembra il mio covo, e strali appunto dell’ingegno a l’arco, c ardito e prode e dignitoso e parco da me rinasco, come fior da rovo. E, fissandomi a’ tuoi, mi sa d’acerbo non pareggiarli; e l’anima sul calle della gloria s’avventa, e n’ho terrore: perocché dal mio sogno alto e superbo cader mi tocca in disperata valle. Misero atleta è, senza tempi, il core!