Italian poem
Popoli e re
by Giovanni Prati (1814–1884)
Popol e re, né a voi vivere eterni concede il Tempo, che pietá non serba a la lucciola e a l’astro, al cedro e a l’erba, lanciando in tutto i suoi divini scherni. Le famiglie del mondo han fati alterni, come piace a la dea, eli’è in ciò superba di mandar l’ora lieta ov’è l’acerba, e i freschi maggi incanutir co’ verni. Dormono i forti in Maratona; e scherza la greca schiava a’piè dell’islamita; e su Tossa di Varo Arminio sale. Agita intanto Ipperion la sferza sui cavalli divini; e la infinita vanitá delle cose è sempre eguale.