Italian poem
Ricordo (canto di Rodolfo)
by Giovanni Prati (1814–1884)
Or dove sei? d’un velo ti ricoprí la morte? alberghi il mondo o il cielo? sei fatta nube o fior?
Tutte in te sola assorte le mie potenze sono; m’era la vita un dono, sol perché t’ebbi in cor.
Come selvaggia fiera, or da ciascun m’ascondo: pèra quel giorno, oh! pèra, che mia non fosti piú.
Fuor dei rumor del mondo come uno spettro io vivo, quasi di Dio son privo, o il sol mio dio sei tu.
Sinché in te vidi, Erína, della mia vita il segno, felice pellegrina, tutto la musa ardí.
Or del tradito ingegno la prima luce è spenta: sol l’ombra tua tormenta i miei deserti dí.
Quando il tuo nome ascolto, quando altra donna io vedo che a te somiglia, il volto mi sento impallidir.
Spesso obliarti credo, usi cangiando e tempre; ma tu sei meco sempre, mia luce e mio martír.
Meco, se il duol lusingo coll’elegia pensosa; meco, se invio solingo per densi calli il piè;
meco nell’ombre hai posa; col sol ti desti meco; spirto lucente o bieco, sempre tu sei con me.
Ah! da quell’alba, o cara, che fu per noi funesta, la tua memoria amara qui nel mio cor s’alzò,
come una rosa mesta, che piega il capo e dorme sulla ruina informe d’un tempio che crollò!