Italian poem
Rondine
by Giovanni Prati (1814–1884)
Son qui sulla gronda, che canto, gioconda, gli occasi e i mattini di porpora e d’òr, che tesso ai piccini la casa superba con muschi, con erba, con larve di fior. Su prore ed antenne posando le penne, fra il marzo ed il maggio mi reco dal mar; e scordo il viaggio, pensando al mio nido, se un portico fido, se un embrice appar. Gran Dio, se ti piacque recarmi sull’acque, se l’ésca segreta trovar mi fai tu, deli! rendimi lieta d’un raggio di sole: pel nido e la prole non cerco di piú. Da raffiche alpine, da venti e da brine mi guardi la Santa che in sen ti portò; e, quando a lei canta la turba devota, anch’io la mia nota salir le farò.