Versos Italian Giovanni Prati Speranza

Italian poem

Speranza

by (1814–1884)

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Dal di ch’io feci risonar di canto l’aure mie sacre, è giá trigesim’anno, le verginelle d’alcun fior, che il manto ornò della mia musa, ornate vanno, e i fanciulletti a me traggon da canto, e quelle note risentir mi fanno: ond’io le ciglia di soave pianto sento velarmi, in quel celeste inganno. Inganno al tempo, inganno alla fortuna, forse inganno all’invidia; e, quando arrivi per me, come che sia, l’ora piú bruna, crederò che con me non fuggitivi sieno i miei carmi, se chi scherza in cuna li ripeta, crescendo, e li ravvivi.