Versos Italian Giuseppe Parini I. Per le nozze di Rosa Giuliani e Gaetano Fiori

Italian poem

I. Per le nozze di Rosa Giuliani e Gaetano Fiori

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Signora Rosa mia saggia e dabbene, Io scriver versi per chi si marita è una cosa che a molti non conviene. Voi mi domanderete perché uscita fuor di bocca mi sia questa sentenza: ed eccovi di ciò bella e chiarita. Prima, perché talun scrive giu senza guardar che non mai ebbe a’ giorni suoi punto de la poetica semenza; onde certi versacci nascon poi, che per l’amor di Dio benedetto non v’è cosa che al mondo piú ti annoi, Molti san fare ancor qualche sonetto, ma per far qualche cosa tuttavia non hanno a la modestia alcun rispetto. Ti conducono all’uscio a far la spia; fanti veder Coniugio che vien drento, e la Verginitá che scappa via. Cascan ne le sozzure in sino al mento; e fanti comparire una sporchezza quel cosí alto e nobil sacramento.

Chi fa coraggio a la sposa, chi spezza la zona virginal, chi in versi strani chiama Imene e la dea de la bellezza. Ho visto epitalami si villani che starien meglio, il ciel me lo perdoni, ne le nozze che fan tra loro i cani. E non si potrebb’ei d’altre cagioni trarre argomenti, e non dar punto retta a questi pensieracci gaglioffoni? Non si potrebbe andar per via piú retta: e a sé stesso e a gli sposi fare onore, lasciando quel che a’ bruti soli aspetta? Io non gustai del maritale amore, però che giovinetto a la sua rete san Pier m’ha colto papa e pescatore. Ma non di men, quantunque io mi sia prete, vi porre’ dir mill’altre belle cose, senza toccar quelle che voi sapete. Di buoni avvertimenti una gran dose e di preservativi un po’ morali io dare’ in vece a gli sposi e a le spose. Direi: — Non fate come gli animali che a pena terminato di trescare sono ancora nemici capitali. Voi vi dovete, o sposi, sempre amare, non giá voltarvi in capo a pochi mesi l’una al servente e l’altro a la comare. Voi dovete pensar che siete presi a un laccio cui non può scior se non morte, non giá le male usanze de’ paesi. — Direi: — O sposo, la vostra consorte è una compagna datavi da Dio, che che le passion dicano storte. Frenate dunque il mobile desio; e fuor del vostro nido non scappate, se non volete aver quel che dich’io.

Le vostre mogli trovansi gelate le fredde notti dell’umido verno, fannovi il muso, e voi vi lamentate? E voi, o sposa, abbiate buon governo de le cose domestiche e de’ figli; però ch’e’ son la ruota e voi il perno. Non ascoltate i malvagi consigli dell’interesse amico al vostro sesso, se non volete che al boccon vi pigli. Non v’abusate, come s’usa adesso, de’ sposi sdolcinati che d’umana leggerezza dan nome ad ogni eccesso. — Ma ’l dir tai cose a voi è opra vana, signora Rosa mia, la quale il ceto lasciate in dietro de la plebe insana. E ’l vostro gentil sposo vi tien dreto per quella via che voi segnate avanti, sol de la virtú vostra altero e lieto. Ei non curò giá quel che gl’ignoranti curali ne le lor mogli solamente, vale a dir la bellezza ed i contanti: a queste cose non guardò niente, ben che n’aveste a dargliene in buon dato, ma solo al bello de la vostra mente. Sol per questo ei cercò d’avervi a lato; e cosí dovria far chiunque ha senno, perché sia ’l matrimonio allegro e grato. «5 E quel medesmo che di lui accenno, io lo dico di voi, sposa gentile, a cui le passion forza non fenno. Voi come l’altre non foste si vile che, a pena fuori uscite de’ pupilli, vaghe sono del genere maschile; ond’entran loro in capo certi grilli di volere a ogni modo un bel marito, pria che la lor beltá caschi o vacilli.

Voi non aveste di beltá prurito; ma sol congiunta a la virtú vi piacque, come sopra a un bel corpo un bel vestito. Però è dover che sopra voi, com’aeque, le benedizion piovan dal cielo, sposi, in che Amor cotanto si compiacque, A me non lice penetrar nel velo dell’avvenir, com’altri pari miei che hanno in corpo Elicona e Pindo e Deio. Del resto anch’io cinque figliuoli o sei prometterievi alzando in aria i vanni; e spiegherei lor toghe, arme e trofei. Dire’che agl’indi e agli ultimi britanni andrá lor nome; e che a si tristo guaio fia che l’odrisia luna il volto appanni. Io non ve ne prometto pure un paio: che voi ne abbiate a avere è facil cosa; io per me ve ne priego un centinaio; pur che agguaglino il padre e la sua sposa, e sieri di buona pianta buone frutte; che quest’è, come ho letto in versi e in prosa, la benedizion miglior di tutte.