Italian poem
Scherzi per ventole
VII Venditor son io di ventole per la state che verrá: ma, se il caldo sará grande e la merce mancherá, in iscambio de le ventole venderò le vostre teste, damerini che leggeste. VIII Agitata il foco accresco, agitata meno fresco. Cosí Nice in ogni loco col bel viso accende foco: ma, se dice una parola, mena un fresco che consola. IX Fin che il sole arde in lione son cercata, son gradita: ma, se cambia la stagione, a me logora e sdrucita piú nessun non volge il ciglio. Belle donne, a chi somiglio?
X Amorosa ventoletta mi dimeno qua e lá. Non darei piacere a molti coll’aver stabilitá. Anche Nice cosí fa. XI Ah furbetta! in questo istante vai pensando al novo amante. Tu se’ l’esca, ed egli è il foco: ed Amore a poco a poco, perché t’entri in ogni vena, questa ventola dimena. XII Sopra il molle canapè nel meriggio piú infocato un mi tiene avanti a sé; altri due gli stanno a lato. Io con moto dolce e grato do ristoro a tutti e tre sopra il molle canapè. XIII Il mercante che mi vende faria ben molti tesori, s’io cosí come le mosche discacciassi i seccatori.
XIV Una ventola son io che rinfresco ogni calore. Se una bella ha troppo ardore, per il manico mi pigli; mi dimeni qua e lá, e sollievo troverá. XV Importun come la mosca è il pensier di gelosia. Ah se almen con questa ventola si potesse cacciar via! XVI Se una bella ha gelosia, né il suo mal vuol che si scopra, colla ventola si copra; e da un lato guardi poi, non veduta, i fatti suoi. XVII Ben poss’io da bella mano agitata piano piano sollevar l’estivo ardore; ma ci vuole altro che ventola per il caldo dell’amore!
XVIII Alma grande, che ti pasci di pensier vaghi ed eletti, deh permetti che una ventola si vile possa umile fra gli zefiri odorosi, lusingare i tuoi riposi. XIX Zitti zitti. Io sono Amore trasformato in questa ventola. Io cosí l’aspro rigore d’una bella vincerò. Ah se avvien che meco treschi. .............