Versos Italian Giuseppe Parini V. La indifferenza

Italian poem

V. La indifferenza

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Offeso un giorno Amore da un mal accorto amante, giurò a la madre innante che avria dell’offensore dato un esempio eterno; indi scese all’inferno. — Olá, monarca immite del tenebroso Dite, se di teneri affetti e d’ignoti diletti ti fui largo una volta, oggi tu pur m’ascolta. Fra le crudeli pene che la tua chiostra tiene, qual cagiona piú pianti a i delicati amanti? Qual è che piú li coce, e qual è la piú atroce? Or quella a me concedi per punire un mortale. — — Amor, ciò che tu chiedi si faccia nel mio regno, — disse il prence infernale, e con la man diè segno.

Ecco per l’ombre oscure tosto venir le cure a crucciar destinate l’anime innamorate. V’è il Rigore indiscreto, v’è il Capriccio inquieto, lo Sdegno minacciante, Scherno umiliante, la dubbiosa Incostanza, l’ansiosa Lontananza, 11 Rifiuto ostinato, il Bando disperato. Sull’adunata schiera incerto Amor pendea: e fra la barba nera Plutone sorridea; e cosí gli dicea: — Ben abile tu sei, domator de gli dèi, a scegliere i piaceri piú graditi a i viventi; ma non sai fra i tormenti conoscere i piú fieri. Non vedi, fra i tormenti che la mia chiostra tiene, con tranquilla apparenza la fredda Indifferenza? Quella è il maggior cimento de gli animi costanti; quella è il peggior tormento de i delicati amanti. — Ahimè! Tirato Dio prese quel mostro rio; e con mano sdegnata ad abitar la pose ne le luci vezzose

de la fanciulla amata. Lo sventurato amante sofferto avria costante il Rigore indiscreto, il Capriccio inquieto, lo Sdegno minacciante, Scherno umiliante, la dubbiosa Incostanza, l’ansiosa Lontananza, il Rifiuto ostinato, Bando disperato; ma non potè soffrire la tranquilla apparenza; e lo fece morire la fredda Indifferenza.