Versos Italian Giuseppe Parini VI. Per nozze

Italian poem

VI. Per nozze

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1. Se di nozze a cantar prendo, proprio a nozze esser mi pare. De le nozze io non comprendo che vi sia piú dolce affare, né soggetto che ne dia piú gran gusto in poesia. Via di qua, gente severa, coll’irsuto sopracciglio; sopra noi piú non impera l’indiscreto tuo consiglio. La Ragion seduta in trono loda il bello e loda il buono. 2. Se di nozze a cantar prendo, chi spiegar può il mio diletto? Di bell’estro allor m’accendo, vien l’idea, nasce l’affetto: e mi presta dolci e pronte le sue corde Anacreonte. Lungi, o turba de’severi! Da te legge allor non piglio: e malgrado che tu imperi coll’irsuto sopracciglio, fo che scherzi la Virtude colle Grazie tutte ignude.

3. S’io di nozze a cantar prendo, chi spiegar può il mio diletto? Di bell’estro allor m’accendo, vien l’idea, freme l’affetto; e m’appresta dolci e pronte le sue corde Anacreonte. Lungi, o turba de’severi! Da te leggi allor non piglio; non mi curo che tu imperi coll’irsuto sopracciglio; e scherzar fo la Virtude con le Grazie tutte ignude.