Versos Italian Giuseppe Parini VII. La musica

Italian poem

VII. La musica

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Aborro in su la scena un canoro elefante che si strascina a pena su le adipose piante, e manda per gran foce di bocca un fil di voce. Ahi, pèra lo spietato genitor che primiero tentò, di ferro armato, l’esecrabile e fiero misfatto onde si duole la mutilata prole! Tanto dunque de’ grandi può l’ozioso udito, che a’ rei colpi nefandi sen corra il padre ardito, peggio che fera od angue crudel contro al suo sangue? Oh misero mortale, ove cerchi il diletto? Ei tra le placid’ale di natura ha ricetto: lá con avida brama susurrando ti chiama.

Ella feminea gola ti diede, onde soave l’aere se ne vola or acuto, ora grave; e donò forza ad esso di rapirti a te stesso. Tu non però contento de’ suoi doni, prorompi contro a lei violento e le sue leggi rompi; cangi gli uomini in mostri, e lor dignitá prostri. Barbara gelosia nel superbo Oriente so che pietade oblia vêr la misera gente che da lascivo inganno assecura il tiranno: e folle rito al nudo ultimo caffro impone il taglio atroce e crudo, onde al molle garzone il decimo funesto anno sorge sí presto. Ma a te in mano lo stile, italo genitore, pose cura piú vile del geloso furore: te non error, ma vizio spinge all’orrido ufizio. Arresta, empio! Che fai? Se tesoro ti preme, nel tuo figlio non l’hai? Con le sue membra insieme, empio! il viver tu furi a i nipoti venturi.

Oh cielo! E tu consenti d’oro si cruda fame? Né più il foco rammenti di Pentapoli infame, le cui orribil’opre il nero asfalto copre? No. Del tesor che aperto giá ne la mente pingi, tu non andrai per certo lieto come ti fingi, padre crudel! Suo dritto de’ aver il tuo delitto. L’oltraggio ch’or gli è occulto, il tuo tradito figlio ricorderassi adulto; con dispettoso ciglio da la vista fuggendo del carnefice orrendo. In vano in van pietade tu cercherai; ché l’alma in lui depressa cade con la troncata salma; ed impeto non trova che a virtude la mova. Misero! A lato a i regi ei sederá cantando, fastoso d’aurei fregi; mentre tu mendicando andrai canuto e solo per l’italico suolo; per quel suolo che vanta gran riti, e leggi, e studi; e nutre infamia tanta che a gli afíricani ignudi, ben che tant’alto saglia, e a i barbari lo agguaglia.