Italian poem
VIII. Il passatempo
Ho gusto ancor di vivere in compagnia ridente, che scherzi follemente in compagnia d’Amor. Olá, fanciulle tenere, sedetevi al mio fianco: è ver che il crine ho bianco; ma non ho vecchio il cor. Vedete? Ecco la cetera del vecchio Anacreonte: ne fo scudo all’onte de la fugace etá. Ei me la diè, dicendomi: — Tienti quest’arme a lato; né paventar del fato che incontro ti verrá. — Qui dell’amabil Venere son le colombe avvezze a tesser le carezze col rostro porporin. E se talor mi picchiano crine o il sen per gioco, tosto di giovin foco crepita il seno e il crin.