Italian poem
XVIII. Ad Orazio
Lucido esempio e guida te, venusin, d’ogni poetic’arte, te chi non cóle, ir celebrato in carte temerario confida: né petto a lui nè mente, che del meglio s’accorga, il ciel consente. Schiuso prorompe il vero sotto al tentar di tue sagaci dita: e tu il rapisci, e misurando ardita‐ mente vario sentiero di modi al vulgo ignoti, potentemente l’animo percoti. Né da lunge a’ tuoi versi invocato saper giá vien ritroso; ma come zolfo che a fugar l’ascoso stuol de’ morbi diversi da la vena feconda liquido sgorga in compagnia dell’onda; tal ............