Italian poem
Canto delle Fanciulle e delle Cicale (Lucas)
DONNE; siam, come vedete, Fanciullette vaghe e liete, Noi ci andiam dando diletto Come s’usa il Carnasciale; L’altrui bene hanno in dispetto Gli invidiosi, e le Cicale: Poi si sfogan con dir male Le Cicale che vedete. Noi siam pure sventurate! Le Cicale in preda ci hanno; Che non cantan sol la state, Anzi duran tutto l’anno: A color che peggio fanno Sempre dir peggio udirete. Quel ch’è la natura nostra, Donne belle, facciam noi, Ma spesso è la colpa vostra, Quando lo ridite voi: Vuolsi far le cose; e poi Saper le tener segrete. Chi fa presto, può fuggire Dal pericol del parlare; Che giova altro far morire Sol per farlo assai stentare? Senza troppo cicalare Fate mentre che potete. Or che val nostra bellezza, Se si perde, poco vale: Viva amore e gentilezza! Muoia invidia, e le Cicale! Dica pur chi vuol dir male: Noi faremo, e voi direte.