Italian poem
Elegia XI
O qual tu sia nel cielo, a cui concesso Ha la Pietà infinita, che rilevi Qualunque vedi ingiustamente oppresso, Gli affettüosi preghi miei ricevi;
E non patir che questa febbre audace, Quant’oggi è al mondo di bellezza levi. Lasso! che già, poi che Madonna giace, Due volte ha scemo, ed altrettanto il lume Ricovrato, il pianeta che più tace: Sì che su ’l vivo avorio si consume Quell’ostro, quel che di sua man vi sparse La Dea che nacque in le salate spume; E quei begli occhi in che mirando s’arse Le penne Amor, e si scorciò sì l’ale, Ch’indi non potè mai dopo levarse, Muovono, afflitti dal continuo male, Tanta pietade, che ne fan sovente Maravigliar che al ciel di lor non cale. Perchè patir debb’ella? ove si sente Divina o umana o usanza prava alcuna Che dar pena consenta a un innocente? Innocente è Madonna, se non d’una Colpa forse: che l’avida mia voglia Sempre ha lasciata oltre il dover digiuna. Se a me non duole, ad altri non ne doglia; E s’io sol son offeso e le perdono, Ingiusto è che altri a vendicar mi toglia. Ed io quanto di lei creditor sono Del mio fedel servir di cotant’anni, Tutto dipenno e volentier le dono. Nè pur la ricompensa de’ miei danni Non le dimando, ma per un sofferto Ch’abbia per lei, soffrir vô mille affanni. E s’uom mai si esaudì, che si sia offerto Poner la sua per l’altrui vita, come Quel Curzio che saltò nel foro aperto; E Decio, e il figlio del medesmo nome, Che tolser della patria tremebonda Sopra gli omeri lor tutte le some; Padre eterno, i miei voti seconda:
Fa ch’io languisca e che Madonna sani; Fa ch’io mi dolga e torna lei gioconda. E se morir ne dee (che però vani Sieno gli augurî), oggi morir per lei Supplico, e al ciel ne levo ambe le mani. Io, perch’essere ancora non potrei Messo alla elezïon, messo al partito, Che fu già un Gracco e un re delli Ferei? So ben che ’l miglior d’essi avrei seguito, Quel che a far per Cornelia gire a morte Non bisognò se non il proprio invito. Odiosa fu la tua contraria sorte, Ingratissimo Admeto, che, agli casti Preghi inclinando, la fedel consorte Morir per te nel più bel fior lasciasti!