Versos Italian Ludovico Ariosto Elegia XIII

Italian poem

Elegia XIII

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Piaccia a cui piace, e chi lodar vuol lodi, E chiami vita libera e sicura Trovarsi fuor degli amorosi nodi;

Ch’io per me stimo chiuso in sepoltura Ogni spirto ch’alberghi in petto dove Non stilli Amor la sua vivace cura. Doglia a cui vuol doler, ch’ove si move Questo dolce pensier, che falsamente È detto amaro, ogni altro indi rimove; Ch’io, per me, non vorrei, se d’eccellente Néttare ho copia, che turbasse altr’ésca Il delicato gusto di mia mente. Prema a cui premer vuol, annoî e incresca, Che, se non dopo un’aspra e lunga pena, Raro un disegno al bel desir riesca; Ch’io, per me, so che a una allegrezza piena Ir non si può per sì difficil via, Se ostinata speranza non vi mena. Pensi chi vuol che alla fatica ria, Al tempo ch’in gran somma vi si spende, Debil guadagno e lieve premio sia; Ch’io, per me, dico che se quanto offende Sdegno o repulsa, un guardo sol ristora, Che fia pel maggior ben che Amor ne rende? Paja a cui par che perda ad ora ad ora Mille doni d’ingegno o di fortuna, Mentre il suo intento qui fisso dimora; Ch’io, per me, pur ch’io sia caro a quell’una Ch’è mio onor, mia ricchezza e mio desire, Non ho all’altrui corone invidia alcuna. Ricordisi chi vuole ingiurie ed ire, E discortese oblíi li piacer tanti Che tante volte l’han fatto gioire; Ch’io, per me, non rammento alcun di quanti Oltraggi unqua potêrmi arrecar doglia, E i dolci affetti ho sempre tutti innanti. Pensi chi vuol che ’l tempo i lacci scioglia Che Amor annoda, e che ci dorrem’anco Nomando questa leve e bassa voglia; Ch’io, per me, voglio al capel nero e al bianco Amare, ed esortar che sempre s’ami: E s’in me tal voler dee venir manco, Spezzi or la Parca alla mia vita i stami.