Italian poem
Conforto
S’io precipiti o poggi Per l’alta ombra non so: So che com’ieri ed oggi Devoto al Ver vivrò.
Chiede la terra ignara: Figlio, che vuoi da me? Fuor che una fredda bara. Nulla offrir posso a te.
Madre, il tuo freddo ostello Il mio crogiuol sarà: L’anima mia novello Stato e sembiante avrà.
D’eterni stami ordita La rivedrai nuotar Dell’inesausta vita Nel fortunoso mar.
Per le raggianti rive Dell’isole del ciel, Tutto che sente e vive, O madre, è mio fratel.
Le stelle al mio passaggio Bisbigliano fra lor: Il nostro etereo raggio Splende a costui nel cor.
Per te, mi dice il Sole, Sempre al meriggio è il dì Vivi, o miglior mia prole; Ama, il tuo regno è qui.
O legge alta, o misura Dell’essere immortal, Nume della Natura, Indomito Ideal;
O amor dell’universo, Luce onde tutto è pien, Come ch’io sia disperso, T’accorrò sempre in sen.
Sento nel cor profondo, Ch’io son del tempo il re: In me palpita il mondo, Si specchia Iside in me.