Versos Italian Olindo Guerrini IX

Italian poem

IX

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Disse il fantasma — «Non mi ravvisi? eppure io piansi tanto per te; eppure un giorno per te m’uccisi e il sangue corse fino a’ tuoi piè!

M’avevi dato la tua promessa quando al meriggio saliva il dì e la tua porta, la sera istessa, ad un amante nuovo s’aprì.

Dormono i morti, ma veglia il fato che nella notte li fa levar e il giuramento dimenticato ti vien dai lieti sogni a destar.

Hai pur giurato che mi saresti eternamente sposa fedel: or la parola che me ne desti tener la devi dentro l’avel.

Lascia, le piume, sali la groppa meco di questo nero corsier che nella chiara notte galoppa verso le croci del cimiter.

Gli occhi di fuoco schizzano lampi sotto la frusta, sotto lo spron; passa le case, vola sui campi, ma i pie leggeri non danno un suon.

Perchè alla briglia stendi la mano? Perchè, mia bella, gridi così? Il mio sepolcro non è lontano, vi giungeremo prima del dì.

O, come bene vi posan l’ossa nella mollezza del pingue suol! Che larghi fiori sopra la fossa sotto gli ardenti baci del sol!

Tumuli, croci, colonne mozze. Per noi l’umano dolore alzò.... Ah, che giocondo letto di nozze, bella, il tuo sposo ti preparò!

Ecco, la pace del cimitero la tua promessa mi manterrà. Senza memoria, senza pensiero, vi dormiremo l’eternità!» —