Versos Italian Olindo Guerrini Palinodia

Italian poem

Palinodia

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D

Già. In Italia nasciamo Catoni e Cincinnati. Ladri? Ma non ne abbiamo e i poveri avvocati per non morir di stento vanno a farsi le leggi in Parlamento.

Oh, no, non ci son vili tra un popolo d’eroi, ma le virtù civili son sì fitte tra noi, che fin gli appaltatori li abbiam dovuti far commendatori.

Ipocrisia? Davvero non ci si può pensare! Siamo un po’ furbi, è vero, ma ipocriti? vi pare! Oh, li abbiamo aboliti (leggete il Curci) i padri gesuiti!

Deh, patria mia, felice come ti veggo e lieta, spregiar la corruttrice copia de la moneta! L’ebbe di ferro Sparta più spartana di lei tu l’hai di carta.

Su ’l tuo beato suolo che ci fanno gli uscieri? A che serve lo stuolo de’ tuoi carabinieri? In Svizzera, nol sai? cassieri e casse non ne scappan mai.

E le donne? Oh, le donne! Che modelli di spose, di ragazze, di nonne! Che virtù portentose! Se questo tempo dura, non c’è più corna per la iettatura.

Uomi puri e forti, a Monaco ci andate per compiangere i morti de le cinque giornate? Ma questo si può fare anche a Milano. Al club si può giuocare.

Uomini forti e puri, perchè, perchè scendete ne gli angiporti oscuri e ne l’ombre discrete de le strade lontane? Cercate le virtù repubblicane?

Oh, non tocche da ’l male virtuose persone, voi siete l’ideale sognato da Platone, la semente novella, de la santa città de ’l Campanella,

ed io per ritornare in grazia vostra, o puri, parlerò a ’l singolare e scriverò su i muri l’aforisma novello che c’è un corrotto solo ed io son quello.