Italian poem
Per un sonetto
Viva la sposa Nina, Viva Gesù e Maria, Viva l’imperator!
Episcopi, attendite, Dei verba discernite Vobis praecepit Dominus, Pro vestris mori ovibus. Si bona, quae loquimini, Operibus feceritis, Exempla bona dabitis Vestris commissis filiis
Tu largas opum copias, Omnemque mundi gloriam Spernis ut inops inopem, Jesum sequaris Principem.
Le Ciel défend, de vrai, certains contentements, Mais on trouve avec lui des accomodements.
PARLA IL PASTORE
Oboli, eredità, feste, novene, Centenari, suffragi e giubilei, Fulmini ai framassoni ed agli ebrei, Ogni cosa mi frutta e frutta bene.
Lo Stato mi protegge e mi sostiene, Nessun s’impiccia degli affari miei, Avrò il cappello prima del Jaffei E del resto accidenti a chi ci tiene.
Ah, come rido quando sento il chiasso E il balordo furor degli affamati Che si quieta coi viva e cogli abbasso!
Io toso intanto e fo tosar dai frati Questo mio gregge mansueto e grasso Di pecore, di becchi e di castrati.
argia sbolenfi
Vobis praecepit Dominus Pro vestris mori ovibus?
Io rido intanto quando sento il chiasso E il balordo furor degli affamati Che si chetan coi viva e cogli abbasso!
Io toso intanto e fo tosar dai frati Questo mio gregge mansueto e grasso.
Noi toseremo di seconda mano, Babbo, in tuo nome.
Il Toscano Morfeo vien lemme lemme Di papaveri cinto e di lattuga, Ei che per smania d’eternarsi, asciuga Tasche e maremme.
....pictoribus atque poetis Quidlibet audendi semper fuit aequa potestas.
Questo mio gregge mansueto e grasso Di pecore, di becchi e di castrati.