Italian poem
XXIV
Curia romana non petit ovem sine lana: Dantes exaudit: non dantibus ostia claudit.
Intendi tu il lugubre Lamento de’ bronzi Sì dolce agli ipocriti, Sì bello pe’ gonzi? Il tempio rigurgita De’ colli più torti Che lieti borbottano La prece de’ morti. Requeiscant in pace, Requiescant in pace.
Imploran que’ cantici La pace al banchiere Che pria d’esser nobile Barò al tavoliere. Mon dice l’epigrafe Le infamie sepolte, Ma è noto che in Svizzera Scappò sette volte. Requiescant in pace, Requiescant in pace.
Rubando al postribolo, Rubando al convento. Prestando al suo prossimo Al cento per cento, Sul ricco e sul povero Stendendo la mano In barba al decalogo Morì da cristiano. Requiescant in pace, Requiescant in pace.
Ed ora chinandosi In umile aspetto I preti gorgogliano, Battendosi il petto: «Gesù, ricevetelo
«Nel coro dei santi; «Gli eredi ci pagano «A pronti contanti! Requiescant in pace, Requiescant in pace.
«Pagare! All’intendere «Quest’aurea parola «Il core ci palpita «Di sotto alla stola! «A noi, ricchi e poveri, «La borsa recate; «Sta scritto ne’ Canoni «Pagate, pagate! Requiescant in pace, Requiescant in pace.
«Di preci e di lagrime «Il ciel non si appaga, «Ma il sommo pontefice, «Assolve chi paga. «È ver che gli apostoli «Sprezzavano l’oro, «È ver; ma tenevano «La serva costoro? Requiescant in pace, Requiescant in pace.
«De’ cieli alla gloria «Volete il diritto? «Pagate, cattolici, «Pagate l’affitto! «È forza che l’anime «Passando Acheronte «Ammansin coll’obolo «Chi fa da Caronte. Requiescant in pace, Requiescant in pace.
«Venite, la celebre, «La santa Bottega «A prezzi di fabbrica «Vi scioglie, vi lega, «Fa spaccio di meriti, «Cancella peccati.... «Venite! I solvibili «Saranno beati!» Requiescant in pace, Requiescant in pace.